• Damiano Cecchelin

I Tarocchi artigianali di Paolo Olbi e Antonio Cecchelin.

Aggiornamento: 9 nov 2021


La versione artigianale dei Tarocchi di Paolo Olbi e Antonio Cecchelin
La versione artigianale dei Tarocchi di Paolo Olbi e Antonio Cecchelin

La prima volta che vidi dei Tarocchi fu mio padre a mostrarmene un mazzo che possedeva all'epoca in cui ero ancora un bambino, quindi sapendo quanto fosse grande la passione che ebbe mio padre Antonio per tutto ciò che riguardava Venezia - la sua storia, la sua arte e la sua misticità - non mi sorpresi affatto quando lessi in uno dei primi capitoli del libro sui tarocchi di Oswald Wirth quale fosse la storia delle loro origini e di quella delle carte da gioco come le conosciamo oggi:


Il più antico mazzo di carte giunto fino a noi proviene da Venezia, dove venne usato nel XIV secolo, È composto da 78 carte [...] Questo totale è suddiviso in due categoria di carte essenzialmente diverse. La prima categoria comprende 22 carte chiamate Tarocchi. (1)

Successivamente, sempre nel libro di Wirth vengono delineate diverse ipotesi, accreditate e meno sulla loro precedente esistenza e origine: connessioni con l’alfabeto ebraico e la cabala ed i “theraphim”, l’antico Egitto, la massoneria ecc...



Nell’occultismo, si attribuisce un’importanza capitale ai ventidue Arcani o Chiavi o Trionfi dei Tarocchi, che costituiscono nel loro complesso un trattato di filosofia esposto per immagini. (2)

Non alla loro prima collaborazione, attorno al 2010, Paolo Olbi e Antonio Cecchelin concretizzarono un progetto di cooperazione per realizzare dei mazzi di Tarocchi, disegnati da Cecchelin e stampati e rilegati artigianalmente dal maestro Olbi.


Il risultato che ottennero con i Tarocchi fu il medio ideale per trasmettere il processo artigianale tradizionale della stampa manuale al torchio e il valore mistico e iniziatico delle carte divinatorie.


Il confezionamento venne coronato dalla realizzazione di un cofanetto in carta decorata a inchiostro e rilegatura in pelle. I ventidue Arcani inizialmente stampati ad inchiostro nero su carta bianca, vennero decorati con acquerello a colori, manualmente uno ad uno con il paziente intervento di Paolo Seno - storico collaboratore di Antonio.


Olbi, sempre desideroso di collaborare a progetti, realizzò una tiratura che per le caratteristiche manuali del tipo di stampa e confezionamento fu ovviamente limitata e andò presto esaurita. Senza assoluta certezza credo di ricordare che ci fu una seconda ristampa anch’essa esaurita presto.



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